24 marzo 2010

mi ci riconosco, ma adeguarmici?

[...] ho capito che quello di ricominciare, allenarsi duramente, farsi del male, recuperare e ricominciare un'altra volta, stava diventando un circolo vizioso, che non poteva durare per sempre. Ho cominciato a temere che un bel giorno possa capitarmi di non riuscire a ricominciare e ho dovuto prendere atto una volta per tutte che mentre la corsa è un'attività salutare, la mia ossessione per essa stava diventando insana. Ormai il male che stavo facendo al mio fisico, non ascoltandolo adeguatamente, era paragonabile a quello che gli avevo fatto una volta con gli stravizi. Così mi son detto che se volevo correre per il resto della mia vita - cosa che mi sta effettivamente a cuore - dovevo accettare i limiti del mio corpo e rivedere i miei obiettivi per farli collimare con le mie reali capacità. (RW Feb 2010)

31 commenti:

GIAN CARLO ha detto...

Tanto banale, quanto profondo.

Marco Bucci ha detto...

Sei come un ferro da stiro : non fa una piega...!!!!!!!!

Fatdaddy ha detto...

Verità che uno fa davvero proprie quanto ci sbatte contro violentemente il naso...


Il nuovo header del blog, con Michele che stende la mano a chiedere la carità è uno dei migliori... :DDDD

er Moro ha detto...

Giusto, giustissimo.. In teoria!
Ma in pratica? Come va a finire?

MFM ha detto...

Non ci credo, sei più riflessivo e meno monotematico. Non ti ci vedo fra quelli che scaricano tutte le aspettative della propria vita nella corsa.
Guarirai e presto ci andremo a fare un bel lunghetto in pineta assieme.

Giuseppe ha detto...

Sono d'accordo con il tuo pensiero e con il ferro da stiro.

Master Runners ha detto...

Come qualsiasi cosa, tutto deve avere un percorso graduale.
Troppo e tutto insieme fa sempre una brutta fine!
Se poi azzardi a fare il pb ad una gara, devi preventivare che puoi scoppiare, fa parte del gioco però.
Devi metterlo nel preventivo a caratteri cubitali, non con una piccolissima clausola

Marco è solo un periodo no, non ti adeguare! ;)

Luca ha detto...

E quindi? A quando la prossima maratona? :-)

Francarun ha detto...

E ti riconosci in queste frasi ?
Mhhhhhh si è vero ma poi tanto ci ricapita di voler riprovare a sfidare noi stessi, almeno per me è così !

Frate_tack ha detto...

O dio, ma avrei un po da dissentire. Se non ti poni mai al limite come fai a cercare i miglioramenti? E conosci veramente tutti i tuoi limiti cosi bene da poter realmente limitarti? E sei sicuro che la storia di vivere entro i limiti ti sita addosso e non ti stia stretta? Sei un cavallo pazzo come chi scrive da ste parti e il limite è un fattore variabile tanto quanto la voglia di correre porta benessere al tuo corpo, perciò come fai a porre limiti? Il fisico umano è fatto per essere trattato bene, ma sappiamo anche che più ci si avvicina ai limiti più migliora e meccanico e muscolare. Il muscolo cresce tanto più tu lo porti al limite di rottura. Efficenza e coerenza nel procacciarsi il miglioramente.
E l'intelligenza di fermarsi prima di farsi male, questo è il vero limite, non il limite fisico ma mentale. Ma non la consapevolezza di avere un limite (almeno fino a un certo punto meccanico)
Correre non si inventa si allena (app i fenomeni) allenamento è sudore e sforzo, tanto più sudore tanto più sforzo tanto più risultati.
Cosi diventerai un campione dentro di te e per gli altri che ti stanno vicino. Ovvio che non diventerai mai Baldini ma a noi vai bene anche cosi, con qualche kg in più e con i capelli grigi. Basta che non mi porti più al Kantinone prima di una maratona :-)

Ps. Voglio anche io una caricatura :-( sigh mi sento trascurato!!!

Nerry ha detto...

Allenarsi, far lavorare il nostro fisico, portare al limite e qualche volta andare oltre, le capacità del nostro corpo, no.... non farsi male ma farsi tanto bene... al corpo e alla mente, questo è l'obiettivo che inseguiamo.
Quello che facciamo ogni giorno è andare a sondare il nostro infinito... e qualche volta succede, si succede proprio di farci anche del male... perchè non siamo infallibili, ma abbiamo una grande capacità... quella di ripartire e di inseguire ancora quei limiti, ogni volta rispettandoci un po' di più... per quello che abbiamo raggiunto!!!
Noi non ci adegueremo mai, non illuderti... non lo farai neanche te!!!
Ciaociao

Master Runners ha detto...

...ripensandoci bene una volta c'è stato uno che disse:
POCHE PIPPE, PENSA A CORRERE!

hihihihi!

mjaVale ha detto...

Aurea mediocritas, ovvero "una ottimale moderatezza", e non, come qualcuno potrebbe tradurre letteralmente, "un'aurea mediocrità", è una locuzione latina tratta dal poeta latino Orazio (Odi 2, 10, 5), per il quale il termine "mediocritas" non aveva il valore dispregiativo che ha in italiano la parola "mediocrità", ma significa piuttosto "stare in una posizione intermedia" tra l'ottimo e il pessimo, tra il massimo e il minimo, ed esalta il rifiuto di ogni eccesso, invitando a rispettare il "giusto mezzo".

GIAN CARLO ha detto...

@Frate, non discuto l'operato del Maestro, ma tu sei già una caricatura

francoscr ha detto...

Marco senti sempre il tuo corpo,in fondo siamo un pò dottori di noi stessi.

Lucky73 ha detto...

Sono d'accordo! L'hai scritta e pubblica su RW?

Francescarun ha detto...

concordo che ascoltare i limiti del proprio corpo è direi intelligenza...lo stesso dicasi quando si perseguono obiettivi che il corpo stesso può regalarci....

cmque è sempre..secondo me..una vittoria:))))

Filippo ha detto...

Capita spesso di prenderci troppo sul serio, il che è più pericoloso del rischio infortunio stesso.

MB ha detto...

Ovvero quello che un mio compagno di squadra chiama semplicemente "CHILOMETRITE"...
Approvo pienamente quanto hai scritto... però adesso bisogna che tu lo metta in pratica! ;)
Bella Yogi! ;)

the yogi ha detto...

gente, siamo tutti d'accordo che 'la sfida' ci fa sentire vivi! ;) l'autore (che non sono io) cerca di stabilire quei limiti, diversi per ognuno, entro i quali sarebbe salutare rimanere: 'fare il massimo con quello che abbiamo a disposizione...' ecco! il rischio, per me, sta nel ristagnare tra l'ansia di raggiungere l'estremo e il timore di non poterlo più fare....

janco, marcù, direi persino ovvio.... :)

fat, tanto vero... ma insistere sarebbe come per michele cercare di esser serio... contro natura! :))

maurè, chissà...?! ognuno dica la sua...

mfm, soprattutto dovrei essere 'creativo', anche nella corsa, confidando solo nelle mie sensazioni... ah, speriamo presto! :)

giuseppe, la semplicità è una conquista... ;)

master, tentare l'exploit ci può stare, è la metodica che viene messa in discussione.... ok, penso a correre! :)

luca, vedo che leggi tra le righe... :) non ho fretta, solo vorrei farla 'serenamente'....

franca, è nella nostra natura infatti, spingerci 'oltre'... ma è proprio necessario immolarci?

frate, concordo sulla necessità di trovare un certo equilibrio, ma è talmente sfuggente..... janco ha ragione: altro che caricatura, il tuo intervento meriterebbe un post intero... ;D

nerry, benvenuto... :) hai espresso molto bene il sentimento comune, ma per quanto mi riguarda è almeno la quarta volta in 9anni che devo fermarmi: 'quando ti scotti con l'acqua calda stai attento anche a quella fredda....'

vale, eh, l'antica saggezza: non si potrebbe dire meglio! ma tra il dire e il fare.... :)

franco, sto imparando, vecchio mio, sto imparando.... spero nel frattempo di non fare troppi danni!

lucky, non scrivo così bene nè mi rivolgo ad un pubblico tanto vasto.... ;D

francy, cercare, provare, fallire, imparare e ritentare... la sequenza dovrebbe essere questa, a meno di imprevisti! :)

filippo, ecco la chiave, capire i propri limiti! purtroppo(?) capita spesso di 'soccombere' nel tentativo...

mb, come al solito non resta che la parte più difficile... ;) ma almeno è la più divertente!

costanza ha detto...

perle di saggezza. secondo me sei davvero forte quando riesci a renderti conto dei tuoi limiti e non farti male. impresa ardua. io sono ancora alla ricerca.

Pimpe ha detto...

Ai dissentery... :-)))
non sono d'accordo.. siamo costruiti per capire i nostri limiti..
il nostro corpo ce li comunica e la nostra testa ce li fa accettare.. almeno per me e' ancora cosi'...
io vado forte quando il fisico me lo permette ,quando non ce la faccio .. diminuisco sedute e velocita' per recuperare..
e intanto vado avanti ;-)
ciao

Marco ha detto...

Il problema è proprio trovare questo limite... io in 8 mesi l'ho già superato per tre volte... mannagghia!!

the yogi ha detto...

costy, già, quella sarebbe la massima aspirazione, ma pare che il bello stia tutto nel tentativo....

pimpe, egregio, la sua eminente chiave di lettura conforta lo spirito e al contempo allude a nuovi orizzonti... l'ideale! :D

marco, benvenuto anche a te... :) podisticamente giovane ma già esperto, vedo.... dai, impareremo!

stoppre ha detto...

..comunque, ciclo a parte, su runner's world di febbraio st'articolo con l'ho trovato !!

Patty ha detto...

NON FA UNA PIEGA e lo capisce solo chi ha VERAMENTE avuto questo sentore e non chi si lamenta ma non ha mai nulla!
Anche se sono d'accordo che forse bisognerebbe fermarsi in tempo!

insane ha detto...

Perfetto ragionamento,mi ci rivedo...difficile accettarlo,siam duri di testa..
Buona ripresa!

ciro foster ha detto...

sempre interessanti i post dello yogi!ciao.

the yogi ha detto...

stoppre, guarda meglio... ;) non ce l'ho sottomano ma credo sia circa a metà....

patty, probabilmente chi non si lamenta è riuscito a fermarsi in tempo.... ;)

insane, eppure l'ostinazione potrebbe essere una qualità, se riuscissimo ad imbrigliarla....

ciro, molto gentile... :) caffè pagato!

Diego ha detto...

Ognuno di noi deve essere capace di farsi il propio abito su misura....questo è un argomento molto ampio....l'equilibrio ???...ando stà ???.....ah ah ah...

the yogi ha detto...

diego, ci vogliono esperienza e buon senso, qualità che devo evidentemente ancora in parte acquisire... ;)

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