21 aprile 2011

Dolore ischio-crurale e pubalgia (st'articolo mi è stato utilissimo)

Relazione tra due sindromi dolorose, comuni agli atleti.

Un fastidio che si origina senza cause apparenti o traumi, localizzato subito sotto al gluteo, viene spesso confuso con patologie diverse. Affligge chi corre e addirittura dopo essere stati seduti per molto tempo costringe ad alzarsi in piedi per avere un leggero senso di sollievo. Nell'oramai non tanto vicino 1988 viene definita come patologia a sè stante, affligge in particolare gli atleti, ancor'oggi viene sottovalutata. L'origine è una muscolo-tendinopatia dell'inserzione prossimale dei muscoli ischio-crurali, situati nel retro coscia. Il dolore di tipo sciatalgico è originato dai fenomeni di compressione del nervo ischiatico che ne derivano. Nei muscoli ischio-crurali dobbiamo catalogare: il bicipite femorale, il semitendinoso, il semimbranoso, muscoli flessori dell'anca. Il nervo sottoposto a compressione è l'ischiatico o sciatico, è il più grosso del corpo, trae la sua origine a livello lombo-sacrale, ha rapporti col muscolo piriforme del gluteo, col tendine del capo lungo del bicipite e più in basso col ventre carnoso del semimbranoso. Il dolore che viene percepito originerebbe dalla compressione del nervo ischiatico da parte dei su menzionati muscoli. Questa sindrome affligge tutti i tipi di corridori, dai velocisti ai fondisti ma anche calciatori e saltatori. Il dolore viene solitamente descritto dagli atleti che ne soffrono come localizzato nella parte bassa del gluteo, o, posteriormente, nella parte alta della coscia, mai continuo e tendente a sparire al termine dello sforzo. Particolare il riproporsi del dolore quando si sta seduti per molto tempo. In allenamento il dolore si presenta con variazioni improvvise di velocutà, balzi o calci al pallone, progressivi o ripetute, si ripresenta nell'allungamento dei muscoli interessati o nella flessione in avanti del tronco. Questi movimenti possono provocare tendiniti da sovraccarico o lesioni muscolo-tendinee agli ischio-crurali, con conseguente formazione di tessuto cicatriziale duro e non estensibile, che può essere la causa della compressione del nervo o la sua irritazione. Il carico di lavoro non deve essere considerato l'unica causa scatenante della sindrome, altri fattori predisponenti possono essere piccoli difetti scheletrici, la differente lunghezza degli arti inferiori, responsabile di una non corretta distribuzione dei carichi di forza sull'apparato muscolo-scheletrico, o la non corretta esecuzione del gesto atletico, infine la genetica può avere importanza nel manifestarsi della patologia, il percorso del nervo ischiatico può presentare in alcuni una leggera differenza che può predisporre l'intrappolamento del nervo tra i muscoli ischio-crurali. La diagnosi del disturbo non avviene facilmente, sia per il non continuo riproporsi del disturbo, sia perchè si pensa alla comune sciatalgia. Occorre un'attento ascolto del paziente ed una sapiente digitazione da parte dello specialista che riesce a valutare la sede del dolore. Gli esami strumentali dalla radiografia del bacino, all'ecografia, alla risonanza magnetica permettono, in particolare la risonanza, una certa valutazione della patologia ed una indicazione corretta sulla metodologia di trattamento. In una iniziale fase la terapia può essere basata sull'uso di antidolorifici, sul riposo, su trattamenti fisioterapici ed esercizi muscolari ed allungamenti muscolo-tendinei. Si tenta così di rimuovere l'intrappolamento del nervo nei muscoli. Alcune correnti di pensiero si basano su infiltrazioni o tentativi di fibrolisi del tessuto cicatriziale. Qualora dopo mesi di trattamento il dolore persista si ricorre all'intervento chirurgico, consistente nel separare il tessuto cicatriziale dalle strutture muscolo tendinee, soluzione estrema ma che dopo un'adeguato periodo di recupero riporta l'atleta alla piena pratica sportiva. Mi è facilmente capitato di vedere atlete ed atleti afflitti da dolore agli adduttori non continuo, tendente a sparire al termine del gesto atletico, trattati a livello diagnostico e terapeutico come se fossero afflitti da una generica forma di pubalgia. Va sempre bene allungare i muscoli adduttori, lo specialista dovrebbe però tenere in considerazione che un'atleta, in particolare se donna, se afflitto da iperlordosi lombare, dispone di una muscolatura ischio-crurale poco elongabile che si contrappone ad una muscolatura addominale più debole che lascia ai potenti fasci adduttori il compito di recuperare il movimento. Movimento che a questo punto avviene a scapito della stabilita pubica, sottoposta ad eccessivi stress da trazione muscolare. I muscoli dell'addome e la muscolatura adduttoria, hanno una funzione antagonista ma biomeccanicamente equilibrata. Mancando questo equilibrio si origina un disequilibrio funzionale che viene a ripercuotersi a livello pubico. In questo contesto non è da sottovalutare il valore di forza esercitata dal muscolo quadricipite femorale, muscolo antagonista dei nostri amici ischio-crurali. Come esempio prendiamo ad intendere il quadricipite come l'albero di una imbarcazione a vela, gli addominali come la velatura ed il bacino ed i fasci adduttori come lo scafo e la chiglia dell'imbarcazione. Se i muscoli addominali sono deboli è come se la vela non fosse ben fissata all'albero, sottoposta a forte vento andrebbe incontrollata in qualsiasi direzione e finirebbe col rompere l'albero, questo accade a livello pubico quando vi è disequilibrio fra antagonisti, ischio-crurali ed addominali. Il tutto viene poi catalogato come pubalgia. Spessissimo oltre al riposo è terapeutico allungare i flessori dell'anca ed il tronco in avanti, spessissimo come per incanto il dolore va a regredire evitando all'atleta mesi di infiltrazioni e sofferenze. Il valore e la potenza dell'equilibrio di forza ed elasticità fra antagonisti.

fonte: www.podistidoc.it

23 commenti:

Oliver ha detto...

Il tipo di fastidio è esattamente quello che avevo io, e che a volte, ancora, mette fuori la testina. Bravo Yo, interessante. me lo stampo

Master Runners ha detto...

Per scaramanzia manco me lo leggo!
Nella foto in alto stai proprio aguerrito!
Azzo parè!!
Ma allora erano i capelli!!!!!!

Diego ha detto...

Questo male mi è incominciato nel luglio del 2007, finito in agosto 2008....

Nel aprile del 2008 avevo corso la mia prima maratona con il dolore....a fine maratona avevo una gamba di legno (mi era andata in tendinite)...tre settimane di stop !...poi due mesi di corse su sterrato a 5 al km, a volte sudavo freddo dal male....

P.s. la corsa ci massacra.....ma l'amore è troppo grande !!!

GIAN CARLO ha detto...

Yo', da come stai prendendo quella curva(in foto) ...qqasi mi pento di non aver aspettato così tanto.

Lucky73 ha detto...

manca :-) ...ma arriverà, vedrai ...molto interessante! Certi dolori hanno comportamenti davvero misteriosi....noi 2 ne sappiamo qualcosa...
:-))

arirun ha detto...

..Di leggermi tutto sto post non ne avevo voglia allora ho tagliato i capelli come te..Forse ho tratto conclusioni azzardate ;))

Massimo ha detto...

Copia-incolla?
Cmq ci sono passato, posso testimoniare a tuo favore.

Brady ha detto...

Volutamente farò finta di non aver letto nemmeno le prime righe e mentre clikkerò su "pagina indietro" mi toccherò i maroni.

Grezzo ha detto...

L'infortunio che aveva afflitto me era molto differente, ma è sempre bene conoscere i propri nemici. Bell'articolo!

theyogi ha detto...

olly, immaginavo infatti che potesse essere d'aiuto...

master, un km non fa primavera: m'è costato 3 mesi di vita sto sprint!

diego, con le debite proporzioni poi mi piacerebbe sapere come hai affrontato sta rogna...

janco, correre l'ultimo km a palla non è bastato, ahimè! certo che potevi venirmi incontro, però...

lucky, proprio non te lo auguro... già così siamo una miniera per i fisioterapisti! ;D

ari, come sopra col ciuffo! :)) oh, è deciso: nel sahara tutti con la cresta arancione!

massi, ovviamente, e in calce cito pure la fonte... :>

brady, avrei fatto lo stesso... la grattata preventiva ci sta tutta! così però ti sei perso la magnifica img dell'header...

grezzo, è una lotta senza quartiere, serve ogni strumento a disposizione....

Adriano Maini ha detto...

Prevenire, anche nello sport amatoriale, é meglio che... reprimere!

Massimo ha detto...

Appunto, Marco Cascone, ideatore del sito Podistidoc, è un mio caro amico nonché esperto allenatore e conoscitore delle problematiche podistiche.

stoppre ha detto...

un classico...

a mio avviso un rinforzo muscolare total body in palestra è fonamentale, soprattutto per no creare squilibri muscolari, tre mesi intensi in inverno tipo novmbre, dicembre, gennaio e poi 1 vota a settimana leggero, anche in periodo agonistico. Funziona, garantito

nino ha detto...

troppo lungo. non è che mi fai un riassunto ?

insane ha detto...

Dopo le maratone faccio qualche giorno con un leggero malessere in zona e sto pure seduto in ufficio..questione di un paio di giorni..
Detto ciò se sei cattivo come in foto non c'è ischio-crurale che tenga.. ;)

Luca "Ginko" ha detto...

Una cosa che non sopporto sono i dolori che apparentemente non hanno un perchè definito. Interessante l'articolo. Oh sembri un un podista vero nella fato :-) Buona Pasqua!
PS sbaglio o sei iscritto a Venezia?

CHICO68 ha detto...

YO, MA I 100KM DEL SAHARA DEL 2012 LI VUOI FARE DAVVERO? SEI GRANDE!!!

Marco Bucci ha detto...

Interessante.... ma... dimmi che ho capito male circa una corsa sulla sabbia...

theyogi ha detto...

adriano, purtroppo siamo già in zona 'del senno di poi'... :(

massi, ringrazialo caramente da parte mia, mi ha fornito una chiave di lettura inedita...

stoppre, avrei dovuto seguire il tuo esempio.. ma mi sto attrezzando, a casa però!

nino, evidentemente non ne hai bisogno... ;)

insane, ti consiglio l'osteopata, nel dopo mara fa miracoli.. per 200m posso diventare una belva! :)

ginko, VE è un capitolo chiuso: già fatta... e con tutti sti dolori! ;)

chico, cosa ho perdere? chiedi a diego se scherzo... anzi, dovresti venirci pure tu!

marcù, di che ti stupisci? in questa vita o mai più! più sderenato di così... :))

Black Knight ha detto...

Intanto complimenti per la nuova copertina, è molto bella!
L'articolo hai ragione è utile. Purtroppo stamattina sono andato dal dottore ancora una volta ed appena mi ha toccato sono saltato in aria dal dolore: ha confermato la sua diagnosi di stop. Il radiologo ha detto che è inutile fare test perchè in questa situazione non si riesce a focalizzare la causa in quanto tutta la parte è infiammata e sulle ossa pubiche c'è sicuramente un edema.

Marco C. ha detto...

Messo fra i preferiti.. sperando che non mi serva mai tornarci per approfondire!

Natalia ha detto...

Sembra terribile...tocca il ferro, ed eccheggio i sentimenti di Marco C.

theyogi ha detto...

come al solito è sempre meglio prevenire... ;) e magari leggerne può aiutare a starne lontano!

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