15 aprile 2010

Tutto mi parla di Te

















fammi almeno capire, perdio.... se davvero Tutto è Uno, che ci parla incessantemente e in molti modi, come una specie di segnale-faro che cerca di ricondurci a casa, non dovremmo esservi intimamente e perennemente connessi? allora cosa e in che modo riesce così spesso (e volentieri) ad interrompere questa comunicazione?

ah ecco, la solita storia delle nuove opportunità che non avrei colto... e magari dovrei interpretarla come un'esperienza conclusa! d'accordo che la sincronicità è una coincidenza di eventi che va oltre il puro caso, ma ricondurre il significato dei miei acciacchi ad un segno della "difficoltà di andare avanti, di procedere oltre", parrebbe francamente eccessivo....

che stia nel nostro ingombrante ego, dunque, il radar difettoso?, divenuto tanto inflessibile e stagnante da somatizzare nel disagio fisico l'inutilità di esibire se stesso?, il solo modo per tornare a quell'introspezione che ci permetta di revisionare la nostra vita, per darle nuove prospettive e permetterle di avanzare...?

ma come invertire questa spirale di inquietudine e di insicurezza che ci riduce come falene in trappola? si fa presto a dire lasciarsi andare con fiducia, flessibilità e umiltà, bastare a noi stessi come massima aspirazione, prendere la Vita con leggerezza [...] senza lasciarsi coinvolgere in modo assoluto nelle situazioni, patapim e patapam.... più facile imparare a camminare sull'acqua!

ps. pensavo piuttosto al bungee jumping come iniziazione/catarsi: sarebbe una perfetta metafora.... hmm, dici che nella vita non si sà mai?!

36 commenti:

Anonimo ha detto...

io fossi in te farei un figlio...
luciano er califfo.

Francescarun ha detto...

io invece...ci proverei:)))) hihihihihi per vedere l effetto che fa:)))))

Francescarun ha detto...

anche il figlio..ecco;)))

Brady ha detto...

.....mi gira la testa.

mjaVale ha detto...

... facciamo una comitiva?... l'ho sempre sognato!!

Marco "Zanger" ha detto...

Da fisico sperimentale sono innatamente portato a interpretare la realta' in maniera deterministica, dove ogni evento e' frutto di una serie di condizioni al contorno e a precise relazioni di causa-effetto.
Per cui potrei dirti che gli acciacchi fisici sono di per se' solo effetti di questioni meccaniche, fisiche, fisiologiche, ecc ecc.

Detto questo non posso negare che la psiche sia un campo difficile da ordinare e categorizzare come la realta' fisica, e quindi propongo una visione ribaltata:

sono gli acciacchi fisici che portano a "scompensi" mentali... tu credi di star male fisicamente perche' non ti senti bene di testa, ma secondo me e' il contrario...

Per cui... massaggi e fisioterapia vedili come sedute dallo psicanalista...

E senno' fai un figlio mentre fai bungee jumping, secondo e' da provare...

GIAN CARLO ha detto...

Io arranco di mio quando il gioco si fa di sottil pensiero ...poi son pure sotto antibiotici ...
vai d'istinto eeee nun te sbajii

Karim ha detto...

Per i monaci buddisti birmani, il dolore e gli acciacchi del fisico sono solo un passaggio per raggiungere la perfezione. Credo sia una cazzata inventato proprio ora, ma ci sta benino... Ciao grande!

Anonimo ha detto...

"se davvero Tutto è Uno, che ci parla incessantemente e in molti modi, come una specie di segnale-faro che cerca di ricondurci a casa"...

a parte che non vedo alcuna differenza col concetto di dio-provvidenza...
ma cosa gliene frega a questo unotutto di comunicare con miliardi di miliardi di esseri per ricondurli a casa?
e anche se fosse, perchè la cosa dovrebbe interessarmi?

il filosofo del multi (er califfo).

the yogi ha detto...

lucià, franci, troppo facile... il privilegio di farne senza me lo sono guadagnato in qualche vita passata....

brady, a chi lo dici.... ;)

vale, ti metto in lista: che catarsi di gruppo sia! :D

the yogi ha detto...

marcoz, causa ed effetto si confondono l'una nell'altra: limitarsi a quello che sembra è come privarsi dell'anima....

janco, è proprio l'istinto che sembra ottenebrato, e non posso nemmeno prendermela con gli antinfiammatori! vado a tentoni...

the yogi ha detto...

karim, effettivamente la 'sofferenza' è un viatico in diverse religioni: magari servirebbe più consapevolezza.... ma anche questa è una cazzata, basta guardarsi intorno! ;)

lucià, se è vero che tutte le strade portano a roma quello che 'non vedi' resta un problema solo tuo, a prescindere dal tuttuno, che per definizione comprende anche te.....

giovanni56 ha detto...

Basta che per raddrizzare l'anca tu non faccia il jump legato solo su una gamba, non vorrei che la gamba si allungasse un po' troppo :-)

Simone e Anita ha detto...

un ti ci facevo così "Parabolico"


Simone

Diego ha detto...

Neanche sotto tortura mi butto con l'elastico.....

Pimpe ha detto...

uhm... passaparola..!

the yogi ha detto...

giovà, hmm... niente vie di mezzo: o si sistema o cede del tutto! :)

simo, mi plasmo di continuo, ecco cosa.... ;)

the yogi ha detto...

diego, sarebbe come trascendere in un attimo ogni paura.... già, ma tu sei hulk, che te ne frega! ;))

pimpe, dai la soluzione o giri la ruota?

stoppre ha detto...

io credo che in alcuni momenti, quando la vita non va come ci si aspetta o si vorrebbe che andasse,i libri, le persone, la religione,la figa, il cazzo, l'alcool, la droga e la filosofia,ci portano a ricredere in qualcosa in modo condizionato, lo trovo anche giusto, però a mio avviso l'unico modo per essere sereni è quello di sentirsi come il primo protagonista, nonchè un DIO in terra, questo è più difficile, non perchè non ci crediamo,ma perchè siamo fatti di carne ed ossa e i nostri umori purtroppo, a volte sono condizionati anche a livello biochimico, quindi anche ormonale.
Sei troppo ingenuo da credere che un D'IO (QUESTA è TUA )sei tu ??

the yogi ha detto...

stoppre, io non 'credo' nulla, ho solo domande! ma se penso all'Uno non lo immagino certo come un'entità qualsiasi, ma piuttosto come l'Energia immanente dell'universo Tutto... D'IO (scritto con l'apostrofo) è solo un modo diverso di vedere la stessa cosa, senza l'assurda velleità di trarre conclusioni....

stoppre ha detto...

l'ultima frase era una citazione di renat zero dal brano " potrebbe essere dio "

http://www.youtube.com/watch?v=ODlAto59SfA&feature=related

Fatdaddy ha detto...

Tralascio per evidente ridondanza la sensazione di sincronicità espressa anche da fotografie simili nei nostri reciproci ultimi post e...se devo dare un consiglio serio (semel in anno licet "sanire") piuttosto del bungee jumping (provato una volta) suggerirei un lancio con il paracadute (ne organizzano in tandem, con il maestro, senza necessità di fare alcun corso preparatorio): mille volte meglio un salto nel vuoto che pirlare su e giù come uno stupido jo-jo!

Quanto al desiderio di silenziosa introspezione, che dire? A volte mi avviluppo talmente tanto su me stesso che assomiglio a quei serpenti che si ingoiano la coda! La domanda è: riuscirò un giorno ad ingoiarmi tutto e a sparire nel nulla accompagnato solo dall'ultimo rutto?

Barby ha detto...

probabilmente mi sbaglio, ma ho interpretato così il tuo post:
vuoi associare
l'interruzione della comunicazione con il tuo segnale-faro
al vedere il disagio fisico come ciò che ti impedisce di tornare all'introspezione che ti permette di revisionare la tua vita?
è questo che volevi intendere?

Le frasi che hai messo in corsivo me le sento dire spesso e me le ripeto anche da sola, ma torno sempre al punto di partenza.. cioè quando mi viene a mancare qualcosa a cui tenevo molto perdo spesso l'introspezione di cui parli.

Io intendo il mio segnale faro come la mia coscienza interiore, sento di esserci collegata quando il mio istinto mi porta verso la giusta direzione, e scollegata quando il mio istinto mi porta verso strade sbagliate e non me ne fa rendere conto.

Penso sia normale che quando scopriamo qualcosa che ci rende felici (o che comunque costituisce una valvola di sfogo)..ci rimaniamo attaccati e se non possiamo più averla (o praticarla nel caso della corsa) credo sia più che giustificabile sentirsi smarriti.
Prima che questa cosa ci venisse tolta, contribuiva alla nostra introspezione, perchè quest'ultima è favorita se ci si trova sufficientemente sereni (o comunque con uno sguardo poco annebbiato).
E' molto più semplice imparare a camminare sull'acqua ma quando si incappa in una situazione di stallo come quella dettata da un infortunio si può ingannare l'attesa della ripresa della nostra cosa amata ricercando altrove quello stato d'animo che favorisce la nostra introspezione. Pare facile, lo so, mentre lo scrivo mi dico da sola "tanto lo sai quanto è difficile"..

ma tenere attiva la propria mente come fai tu leggendo, coltivando altre passioni, interessandosi a tante cose, fa sì che tu rimanga collegato al tuo segnale-faro (anche se a volte magari non ci sembra).

MFM ha detto...

Da alpinista ti dico che affidare la propria vita ad una corda è da pazzi.
Preferisco le mani ed i piedi. ;-)

Luca "Ginko" ha detto...

Io invece ti suggerisco il lancio con il paracadute in tendem. Dura di più e c'è più consapevolezza di quello che stai facendo.

the yogi ha detto...

stoppre, non l'avevo riconosciuta... ma okkio che RZ è un mistico oltre che artista, quindi soprattutto provoca.... :D

fat, commento che vale un post... il paracadute dici?hmm, perché no! il senso resta il medesimo, anche se con sfumature diverse.... ;)

ps. osho disse di se: mai nato, mai morto, visitò la terra dal-al... quindi l'esito finale sarebbe solo un pretesto...

the yogi ha detto...

barbie, se il caso non esiste deve esserci una spiegazione per tutto... beato chi riesce a coglierla! da qui il senso di inadeguatezza e... si, a volta di smarrimento! il continuare a 'cercarmi intorno', soprattutto, che mi lascia sempre più frustrato e perplesso.....

mfm, luca, si somigliano ma non sono la stessa cosa: 'lasciarsi andare con fiducia, soli con se stessi', questo era il senso.... ;)

Marco Bucci ha detto...

Yogi, dai retta al Califfone...
Figli : con i tempi che corrono, cominciane anche 100 ma non ne finire neanche 1....

Tosto ha detto...

se poi li cresci bene, da vecchio corrono per te :)

Anonimo ha detto...

barby,
secondo me, relativamente ai gusti di yogi, la tua ipotesi è ancora troppo materialista.
personalmente CADO nell'introspezione quando le cose vanno male, quando LI' FUORI le cose mi vanno alla grande me ne frego.
per me il rivolgersi all'interno è NEGATIVO ed è il segno degli schiaffi presi là fuori, è una fuga.
a mio nonno o ai brasiliani, se gli parli di introspezione ti ridono in faccia.
chi sono, chi non sono, da dove vengo, dove vado... roba da borghesi annoiati...
ANDIAMO A ZAPPARE LA TERRA (immagine anche simbolica!).
luciano er califfo.

Anonimo ha detto...

marco bucci,
allora quel brasiliano che conobbi che ne fece 90 con 50 donne diverse?
luciano er califfo.

the yogi ha detto...

marcù, tosto, lucià, se scrivo 'rosso', intendendo la percezione che *io* ho di questo colore, ogni interlocutore darà la propria interpretazione che andrà dallo scarlatto al vermiglione, passando per tutte le sfumature che ci vengono in mente... prendo atto che, almeno per me, le parole sono lo strumento meno adatto per concepire l'inconcepibile, altrimenti sarebbe stato facile descrivere/suggerire il mio tracciato ideale, per vocazione (ideali trascendenti) e attitudini (reali possibilità)... :) gente, ad ognuno il suo!

Walter ha detto...

IL bungee l'ho fatto 2 volte dai 60 mt e uno,l'ultimo, dai 125 mt
Esperienze uniche ed indimenticabili ma ti assicuro che la sopra,prima del lancio devi tirar fuori tutto il coraggio che hai perchè hai una paura maledetta!

the yogi ha detto...

walter, esattamente! quello che mi aspetto è di esorcizzare la paura più grande.... vorrei leggere un tuo post a proposito, anche per quanto riguarda il dopo: mi piace pensare che poi l'approccio col 'quotidiano' cambi in meglio.....

TylerDurden ha detto...

LA RISPOSTA E' DENTRO DI TE, MA E' SBAGLIATA!... ;)

the yogi ha detto...

;D

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