06 marzo 2010

La Solitudine Del Maratoneta

già, uno di quei titoli che ognuno di noi avrebbe voluto scrivere... ma non c'inganni l'apparenza: parliamo di una deliziosa raccolta dove la corsa non è affatto protagonista, ma solo lo sfondo del primo (e nemmeno il più bello) dei 9 racconti, tra voglia di riscatto e domande senza risposta; curiosamente l'autore confonde la maratona con la corsa campestre, ma gli si perdona facile visto che, per anni, è stato costretto sulla sedia a rotelle... ah, preso sul sito dell'editore, a prezzo scontato e senza spese di spedizione!

"Alla prima barriera, senza forzare, ero ancora al secondo posto; e se qualcuno di voi vuol sapere come si corre, si ricordi di non avere mai fretta, e di non lasciare mai che nessuno degli altri corridori capisca che si ha fretta anche se è vero. Nella maratona li potete sempre agguantare senza che gli altri capiscano la fretta che avete; e quando avete usato l’astuzia per raggiungere i due o tre che sono in testa allora potete fare, dopo un po’, un bello scatto per piantare in asso gli altri, perché fino a quel momento non avete dovuto forzare. Io correvo con passo regolare e sostenuto, e presto la mia falcata divenne talmente regolare da farmi dimenticare che correvo, e sapevo solo che le gambe si alzavano e si abbassavano e le braccia oscillavano avanti e indietro, e i polmoni non sembravano lavorare affatto, e il cuore smise di battermi all’impazzata come fa sempre all’inizio di una corsa. Perché, vedete, io non gareggio mai; io corro soltanto, e in qualche modo so che se dimentico la gara e mi limito a tenere un buon passo finché non so più che sto correndo, vinco sempre. Perché quando i miei occhi si accorgo che sono vicino alla fine del percorso – perché riconosco una barriera per il bestiame o l’angolo di un casolare – faccio uno scatto, e posso farlo così veloce perché fino a quel momento ho l’impressione di non avere corso affatto e di non aver sprecato la minima energia. E ci sono riuscito perché ho continuato a pensare; e mi domando se sono l’unico corridore al mondo con questo sistema di dimenticare che sto correndo perché sono troppo occupato a pensare; e mi domando se qualcuno degli altri ragazzi conosce il mio trucco, anche se sono sicuro di no."

19 commenti:

kaiale ha detto...

eccola là....
mi hai incuriosito e quindi.....
appena finisco Cent'anni di solitudine, credo porprio che leggere questo libro..
grazie Yogi

La Polisportiva ha detto...

Bestiale 'sto trucco. Come ho fatto a nn pensarci prima?? Alcampionato canavesano, NON ce N'E' X NESSUNO!!

stoppre ha detto...

celo !!

Fatdaddy ha detto...

Ah, è quello il trucco...si corre i primi 42 km e poi si gareggia con uno scatto gli ultimi 195 metri...buon'idea!

A pelle il libro non mi ha mai ispirato, ma se dici che vale lo metto in wishing list! ;)

Francescarun ha detto...

forse per questo vo a 8...dovrei pensare..io invece quando corro ho la testa vuota...provo a fare lo scatto pure domani vààààààààà:))))

Alvin ha detto...

Fat.... magari lo scatto comincialo al 41°km...è meglio..

the yogi ha detto...

(gente) di letteratura prettamente podistica inizia ad essercene abbastanza, diversamente da questo racconto che ne è solo ispirato... a me hanno incuriosito le recensioni, poi mi è piaciuto lo stile, infine è molto diverso dalle mie consuete letture...
(fat) meglio fidarsi delle vostre sensazioni, quelle non sbagliano mai! ;)

GIAN CARLO ha detto...

@Yo', trucchi per guarire ?

Tosto ha detto...

non vorrei rompere l'idilio ma visto che Luciano non ha ancora detto la sua ...

...si ricordi di non avere mai fretta, e di non lasciare mai che nessuno degli altri corridori capisca che si ha fretta ...

E allora deciditi!

A parte questa defaiance credo che la sua idea di intendere la corsa non una gara potrebbe essere valida ... almeno per noi tapascioni!

Marinesdicorsa ha detto...

grazie per il suggerimento,sara' il prossimo mio libro!!!!ciao grande

Claudio ha detto...

Curiosamente, sto proprio leggendo questo libro... In quanto a letteratura "podistica", consiglio anche Murakami Haruki, L'Arte di Correre. In quel caso l'autore è un vero maratoneta

Diego ha detto...

Io gareggio pochissimo perchè le emozioni che ho in allenamento sono quasi pari a quelle in gara.

Per me gli avversari non esistono.
Certo che è un po' buffo vedere gente fuori "classifica"....fare lo sprint finale per guadagnare una posizione....

Ezio ha detto...

io o conosco sto trucco...pero' certe volte dopo tanti km il dolore e la fatica spazzano dalla mente i pensieri...che fregatura!

franchino ha detto...

Bello l'ho letto!
Mi è anche molto piaciuto "A perdifiato" di Covacich, l'avevo mezzo recensito sul blog.

Marco Bucci ha detto...

Fosse cosi' facile...!!
Pero' me lo leggero'...

giovanni56 ha detto...

Letto quel pezzo ... a pelle ... ho la sensazione che l'autore sia uno che riporta quanto sentito da altri, ma con nessuna pratica. (ad es. si accorge di essere vicino a casa solo quando riconosce un particolare steccato?)

er Moro ha detto...

Trucco da provare, tanto provare nn costa niente no?!?

MFM ha detto...

E' bellissimo il concetto del dimenticare che stai correndo. A volte succede anche a me!

L'Alieno ha detto...

si il concetto dimentica che stai correndo è davvero un bel pensiero !! ..penso che contatterò la mia libreria, m'incuriosisce.

Pura Vida ...anche se ho visto una "balena" in faccia ad uno che è tutto il contrario di Pura Vida ... ma fammi andare a controllare sul tuo post successivoooo oh oh oh"!!

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